Ognuno di noi è immerso in un contesto vitale con cui non può non interagire: fa parte di un ‘sistema’, costituito anche da altre persone, dalle interazioni e comunicazioni che tra esse si sviluppano. In quest’ottica un’eventuale problematica non viene letta e trattata come caratteristica insita nell’individuo, ma come esito di esperienze relazionali.
Tali impasse relazionali non sono eventi rari, ma situazioni normali che possono andare ad influire sulla vita di ognuno. Le tappe fisiologiche (ad esempio la pubertà la nascita di un figlio o un figlio grande che va via di casa) o eventi inaspettati (un lutto, una separazione) comportano la riorganizzazione degli equilibri precedenti.
Quando tale riorganizzazione risulta difficoltosa o apparentemente impossibile, la terapia può essere uno strumento per introdurre elementi di cambiamento e riattivare le risorse, anche attraverso la ricerca delle connessioni tra disagio individuale e caratteristiche specifiche del contesto in cui esso si manifesta
Questo discorso vale per l’individuo, ma anche per le coppie, le famiglie o i gruppi di lavoro, ove possa essere più indicato.
“La conoscenza del prossimo ha questo di speciale:
passa necessariamente attraverso
la conoscenza di sé stessi”.
(Italo Calvino)